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"Scusi chi ha fatto palo?"

(detto anche “Le stracittadine sono sempre partite a sé, e spesso vince la squadra meno forte.”) 

Il titolo è una citazione fantozziana, il sottotitolo è una citazione/gufata del custode della tana tradatese dell’Atletico alle ore 13:15. Uno dei cattivi presagi prima della partita tra gli Atletici e i neopromossi del Gorla Maggiore, insieme al viscido nevischio e, soprattutto, alla mancata promessa di Nella (sappiamo tutti qual era, non fatemela scrivere che ci leggono anche dei bambini). 
La partita, tanto stracittadina non è, in realtà… Sono lontani i tempi degli Atletico – Prospianese pieni di agonismo e di mani in faccia: il Gorla Maggiore, penultimo prima della gara, è squadra corretta e ordinata, che probabilmente non merita il piazzamento nei bassifondi. 
E’ però oggettivamente meno attrezzato dell’Atletico, anche se nei primi minuti la differenza non si vede proprio. Il 3-2-1 scelto dal Ghio non ingrana, anche per l’ostinata difesa degli avversari; dietro quasi nessun pericolo, ma Fabio e Cizzi ai lati non trovano le incursioni decisive e davanti Roberto fatica, stretto tra le maglie juvestabiensi del Gorla Mag. 
Ci vuole una magia, la trova Pin Jr con un tiro geniale da casa sua che toglie la brina dall’incrocio dei pali della porta e ci manda in vantaggio. 
I suddetti pali devono essersi offesi, perché da lì in poi sarà un disastro. Il golazo Atletico e i pochissimi rischi difensivi non bastano a mandarci al riposo in vantaggio, perché veniamo ripresi da un gol evitabile. Ulteriori sentori di sfiga sul finire del primo tempo con l’infortunio di Bryan, appena entrato: la sua partita dura meno di una pizzetta fra le mani di Nella. Puff. 
Si riprende con la squadra rivoluzionata, dietro vanno Fra e Raimondo (all’esordio atletico), davanti il Ravo. In mezzo, capitan Dippo cambia marcia e trova le misure per creare un po’ di superiorità numerica davanti, sfruttando le sponde del Pupaz. 
Non a caso, il nuovo vantaggio Atletico arriva proprio dai piedi dei due: angolo Ravo, destro ad anticipare del Dippo e siamo di nuovo su. Ma la gestione del risultato, a casa Atletico, è peggio della gestione del gruppo Whatsapp: passa una manciata di secondi, palla in area, pasticcio difensivo e comodo tap-in dell’attaccante ospite. 
Ancora costretti a ributtarci in avanti, palo del Dippo ma il Ravo è pronto alla respinta e trova il gol del 3-2 mettendo un’altra tacca ad un inizio di stagione dai numeri impressionanti. Il palo in questione è preceduto e anticipato da un numero imprecisato di legni, difficili da elencare, difficilissimi da non considerare nel bilancio, perché il 3-3 finale (riagguantati da una bella punizione di una vecchia conoscenza AcGorlese) sta stretto all’Atletico. 
Vuoi per la questione di millimetri che ha impedito alle nostre numerose conclusioni di aumentare il bottino, vuoi per il generosissimo finale di marca Atletica, a testa bassa, purtroppo inutile. 
Sarà questione di mira, di casualità o di non commettere qualche errore nei momenti cruciali dei sessanta minuti, ma oggi secondo me la iettatura del custode ce la siamo portata un po’ in campo.

Rifarsi subito, vamos a ganar e tutto il resto! 

Ps: nessuno sentiva la mancanza dei miei editoriali, ma visto che oggi dopo 10 minuti ho visto San Pietro sulla traversa per mancanza d’ossigeno, compenso con la scrittura! 

 Candido Cannavello

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