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L'EDITORIALE del Massi

Primi giorni in “quasi” forma completa dopo l’intervento e ho avuto un po’ di tempo per pensare all’Atletico, lontano dal campo di allenamento e di gioco. Brutta partita in quel di Somma due sabati fa, mentre contro i Balconi, mi dicono un po’ meglio sul gioco ma non per il risultato. I primi anni dell’ Atletico hanno avuto come allenatore una “icona” del calcio, il caro Angelo; come giocatore mi aspettavo degli allenamenti con schemi e tattiche studiate alla lavagna; forse fantasticavo un po’, visto l’ambiente in cui Angelo faceva e ne fa ancora parte; invece ha sempre sostenuto allenamenti molto semplici e essenziali e come impostazione della squadra mi ricordo che si giocava con un semplice 3-2-1, con molti esercizi di attacco contro difesa; per il resto lasciava libero arbitrio alla nostra fantasia e potenzialità. Dopo Angelo è arrivata la mitica coppia Giancarlino e Alvaro e con una impostazione in campo di 2-3-1, si seguiva una doppia filosofia di gioco: “alza la testa e abbassa il piede” (quante volte me l’hanno gridato in mezzo al campo !!!!) e “appena vedi la porta canelaaaaaaa!!!!!”. Essenziale e di gran corse per il campo !!! Dopo di loro è arrivato Cosimo e, senza stravolgere l’impostazione in campo, siamo passati ad una squadra molto giovane, per cui gioco di velocità e molta inventiva dei singoli. E’ toccato poi il mio turno di allenare l’ Atletico; non ho abbandonato la modalità 2-3-1, anche se per un certo periodo abbiamo giocato con un 3-2-1 a zona ed anche con belle prestazioni. E su questa modalità ho sempre pensato di impostare più che degli schemi, un gioco di gruppo, un gioco globale tra tutti quelli in campo, con coperture, marcature, passaggi brevi e veloci. Attualmente, con alla guida mister Fabio, l’Atletico ho cambiato parecchio il suo modo di giocare; un pensiero che il mister ha impostato sin dalla prima giornata di preparazione. Negli allenamenti e nelle prime partite, tutti i ragazzi cercano di concretizzare questa nuova modalità, con molta fatica e pazienza e, con mio grande piacere, vedo che tutti cercano di farlo. E’ difficile, molto difficile, costruirsi addosso una identità, avere una propria idea di calcio e mostrarla agli altri. I risultati possono anche non darci ragione, ma io penso che questa idea vada portata avanti, va sostenuta con la fatica e il dialogo, con la costanza e l’aiuto di tutti quanti. Forse è difficile anche da sostenere psicologicamente quando non ci sono i risultati, perché piace a tutti vincere le partite, ma secondo me, più dei risultati, dà più soddisfazione portare avanti una idea e portarla avanti con un gruppo di amici…. E nel caso non bastasse la grinta e la tattica, allora “un po’ di quella roba………” Forza Atletico !!!

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